"Sono del parere che la pigrizia sappia camuffarsi da buon senso molto bene, ma l'esperienza mi ha insegnato a riconoscerla e a smascherarla.
Quando il buon senso propone staticità si tratta quasi sempre di pigrizia.
Quando ti dice di mettere il poncho nello zaino è buon senso."
Edo Martinelli, Supplemento a R-S Servire
mercoledì 24 febbraio 2010
martedì 29 dicembre 2009
2009
Tra un Sasso e l'altro... C'è quest'anno speciale.
E ora che si avvicina il momento di salutare questa tappa e incamminarsi su quella nuova, voglio lasciare il mio grazie per l'anno più bello di questi 22 e mezzo che ho vissuto.
E un grazie a Sasso che questo mio anno ha visto nascere, e che dopodomani dovrebbe veder concludere. Grazie alla cucina di sasso, alla neve, alla pista Sasso-Magrignano, a tutti quelli che da Sasso ci sono passati, che ci sono cresciuti, che l'hanno fatto crescere.
E anche alle montagne più belle del mondo, che l'ultima volta che le ho viste ero sulla barella di un'ambulanza sperando che l'allarme tachicardia dell'ECG smettesse di suonare... Ma grazie anche a questi momenti, che sono quelli che danno un senso alla vita!!
Alla Cascina, e a tutti quelli che ci stanno, ci studiano, ci mangiano, ci passano, ci vivono... Ai miei compagni di corso, ma non solo di corso: di camminate, di disavventure sulle Alpi Apuane, di giornate in mezzo al vento e all'acqua del Taro, di pomeriggi a cercare funghi, di viaggi di laurea.
E un grazie molto, molto speciale ai miei tre compagni di strada, alle nostre strane primavere e alla nostra laurea insieme nel più bel giorno di settembre.
E anche al Branco meraviglioso che ha cacciato quest'anno, al CdA che ora potrà dire che a Cervia c'era, alla staff migliore che ci sia: a voi che avete lasciato una traccia profonda nel cuore di Hathi. Al pane fatto dai lupetti, al Quidditch, alla cambusa con le canzoni di Tiziano Ferro, ai giochi notturni, a tutti i semi che un giorno, spero, faranno di questi lupi degli uomini e delle donne capaci di amare.
Un grazie anche al reparto, alla carraia spaccamacchine, alla Giuma e al "trans agonistico"... E anche, e soprattuto, ai ragazzi.
E quest'anno, una grande fetta del mio cuore è dedicata all'Abruzzo.
Senza dubbio a Piazza d'Armi, ad una settimana in tenda comando, tra i computer, le radio e le chiavi, ai volontari della segreteria e dell'Info Point.
Ma prima ancora, alla Pasqua a Piànola. Alla squadra che funzona, alle tende e ai container dentro al campo da calcio, alla scuola e al mercatino, e soprattutto ai bambini e ai ragazzi di Piànola. Spero che quello che abbiamo fatto in quella settimana siano semi in più per far crescere il loro futuro.
Per me, se è il tempo speso per la tua rosa che la rende così importante, una settimana è davvero tanto, tantissimo tempo.
E infine, grazie ai miei compagni di un CFM che ufficialmente è finito il 13 dicembre 2008, ma che in qualche modo continua a Bologna, Rimini, a casa della Mami e... dove vorrà il Signore che incontri di nuovo quelle persone speciali!
Grazie, anche a tutti quelli che non riesco a ringraziare in queste righe, perchè per raccontare un anno ci vorrebbe, dopotutto, un anno intero!!
Non è tutto perfetto, non è tutto come vorrei, e non sono riuscito a fare tutto quello che avrei voluto, o come avrei voluto.
Ma senza dubbio quest'anno è stato meglio dei precedenti.
Che possa essere peggio di quello che viene, per tutti!!!
Buon 2010!!!
E ora che si avvicina il momento di salutare questa tappa e incamminarsi su quella nuova, voglio lasciare il mio grazie per l'anno più bello di questi 22 e mezzo che ho vissuto.
E un grazie a Sasso che questo mio anno ha visto nascere, e che dopodomani dovrebbe veder concludere. Grazie alla cucina di sasso, alla neve, alla pista Sasso-Magrignano, a tutti quelli che da Sasso ci sono passati, che ci sono cresciuti, che l'hanno fatto crescere.
E anche alle montagne più belle del mondo, che l'ultima volta che le ho viste ero sulla barella di un'ambulanza sperando che l'allarme tachicardia dell'ECG smettesse di suonare... Ma grazie anche a questi momenti, che sono quelli che danno un senso alla vita!!
Alla Cascina, e a tutti quelli che ci stanno, ci studiano, ci mangiano, ci passano, ci vivono... Ai miei compagni di corso, ma non solo di corso: di camminate, di disavventure sulle Alpi Apuane, di giornate in mezzo al vento e all'acqua del Taro, di pomeriggi a cercare funghi, di viaggi di laurea.
E un grazie molto, molto speciale ai miei tre compagni di strada, alle nostre strane primavere e alla nostra laurea insieme nel più bel giorno di settembre.
E anche al Branco meraviglioso che ha cacciato quest'anno, al CdA che ora potrà dire che a Cervia c'era, alla staff migliore che ci sia: a voi che avete lasciato una traccia profonda nel cuore di Hathi. Al pane fatto dai lupetti, al Quidditch, alla cambusa con le canzoni di Tiziano Ferro, ai giochi notturni, a tutti i semi che un giorno, spero, faranno di questi lupi degli uomini e delle donne capaci di amare.
Un grazie anche al reparto, alla carraia spaccamacchine, alla Giuma e al "trans agonistico"... E anche, e soprattuto, ai ragazzi.
E quest'anno, una grande fetta del mio cuore è dedicata all'Abruzzo.
Senza dubbio a Piazza d'Armi, ad una settimana in tenda comando, tra i computer, le radio e le chiavi, ai volontari della segreteria e dell'Info Point.
Ma prima ancora, alla Pasqua a Piànola. Alla squadra che funzona, alle tende e ai container dentro al campo da calcio, alla scuola e al mercatino, e soprattutto ai bambini e ai ragazzi di Piànola. Spero che quello che abbiamo fatto in quella settimana siano semi in più per far crescere il loro futuro.
Per me, se è il tempo speso per la tua rosa che la rende così importante, una settimana è davvero tanto, tantissimo tempo.
E infine, grazie ai miei compagni di un CFM che ufficialmente è finito il 13 dicembre 2008, ma che in qualche modo continua a Bologna, Rimini, a casa della Mami e... dove vorrà il Signore che incontri di nuovo quelle persone speciali!
Grazie, anche a tutti quelli che non riesco a ringraziare in queste righe, perchè per raccontare un anno ci vorrebbe, dopotutto, un anno intero!!
Non è tutto perfetto, non è tutto come vorrei, e non sono riuscito a fare tutto quello che avrei voluto, o come avrei voluto.
Ma senza dubbio quest'anno è stato meglio dei precedenti.
Che possa essere peggio di quello che viene, per tutti!!!
Buon 2010!!!
mercoledì 23 dicembre 2009
Una notte d'inverno...
- Entrate, entrate pure, ma mi sa che vi dovrete accontentare...
Purtroppo è così che va il mondo, sono i grandi della terra, là nei loro palazzi placcati d'oro, che fanno la storia a seconda di cosa vogliono mangiare la sera o chi si vogliono portare a letto.
Noi poveracci ci diamo da fare per fare il bene, ma tanto, che importanza ha? -
Purtroppo è così che va il mondo, sono i grandi della terra, là nei loro palazzi placcati d'oro, che fanno la storia a seconda di cosa vogliono mangiare la sera o chi si vogliono portare a letto.
Noi poveracci ci diamo da fare per fare il bene, ma tanto, che importanza ha? -
(un pastore di Betlemme, mentre accoglieva uno sfollato e sua moglie incinta nella sua stalla)
lunedì 30 novembre 2009
Tugo 11/09
Il tramonto come un fiume di luce che si infilava sotto una coperta di nuvole scendendo giù per la valtaro.
L'odore della carne grigliata sotto la bassa volta di pietra, come se fossimo cacciatori preistorici al riparo nella loro caverna.
L'entusiasmo del PR5 e di giovani capi con le idee chiare.
La forza di una Messa cantata e suonata e, finalmente, sentita vivere anche nei dettagli.
Ho portato a casa solo quattro foto da quest'uscita capi di zona, e queste piccole cose.
Ecchissene se l'assemblea è pesa, se vecchi capi hanno voglia di rompere le scatole, se tra adulti non ci parliamo più dei ragazzi, se in appena 24 ore non c'è stato il tempo di conoscere neanche una parte di quelli che avrei voluto conoscere.
Sono contento, e vorrei davvero che non ci dimenticassimo che abbiamo bisogno di gioia come i ragazzi.
domenica 15 novembre 2009
Bismantova
Da lontano, è un curioso bottone piazzato a metà dell'appennino reggiano.
Da vicino, le pareti verticali sembrano un pezzo di Alpi Apunane emigrato in mezzo a colline che con loro centrano poco o nulla.
Se ripercorri la sua storia, ti troverai in un mare Adriatico di 15 milioni di anni fa, sulla bassa piattaforma poco oltre la costa dei giovani Appennini, che pian piano si sollevano dal mare, scrollandosi di dosso frammenti di pietra che vengono erosi dalle pioggie e portati lungo i torrenti. Brevi torrenti che si gettano qui, dove in questo mare basso ricco di vita bivalvi e coralli crescono in abbondanza, e si mescolano con la sabbia che viene dai fiumi formando quell'impasto che poi, sotto il peso dei suoi cento metri, dell'acqua e forse di altra sabbia, diventa un crostone rigido e pesante di quella che oggi è la pietra di cui è fatta, appunto la Pietra.
Questo pesante crostone, però, poggia su un cuscino di molli marne, a picco sulla scarpata che conduce sul fondo di un bacino sottomarino, e tutto questo sull'irrequieto dorso dei futuri Appennini che ancora devono emergere. La pietra quindi si crepa, si spezza, e in parte scivola giù lungo la scarpata, finché solo una parte simile a una solitaria nave rimane unita, quando alla fine viene sollevata sopra il livello del mare.
Ed è così che è giunta fino ai nostri giorni, perdendo qua e là qualche pezzo che continua a staccarsi dalle pareti a picco, o lentamente divorata dal gelo durante le ultime ere glaciali.
E' un peccato, però, che i geologi siano così terribilmente geologi, da parlare solo delle rocce e lasciare da parte tutto ciò che ci sta sopra: dai licheni che colorano la pietra, alle querce, agli aceri, ai frassini, ai noccioli e alle altre piante che non siamo riusciti a riconoscere, all'uomo che ha portato al pascolo, probabilmente, le sue greggi qui sopra per secoli, e che forse ha celebrato qui i suoi riti.
D'altra parte, una giornata come questa vale senza dubbio più di una settimana di lezioni in aula.
Perché toccare le cose che vuoi conoscere, camminarci sopra, sentirtici dentro è qualcosa di più che studiare, ma anche e soprattutto perché ti da l'entusiasmo di fare che ti serve ad andare avanti.
E poi, mangiando un panino affacciati sulle colline bagnate dalla nebbia, ti conosci molto di più che in un aula del dipartimento di scienze della terra!
D'altra parte, una giornata come questa vale senza dubbio più di una settimana di lezioni in aula.
Perché toccare le cose che vuoi conoscere, camminarci sopra, sentirtici dentro è qualcosa di più che studiare, ma anche e soprattutto perché ti da l'entusiasmo di fare che ti serve ad andare avanti.
E poi, mangiando un panino affacciati sulle colline bagnate dalla nebbia, ti conosci molto di più che in un aula del dipartimento di scienze della terra!
mercoledì 4 novembre 2009
Petrolio
Sono io che muovo il tuo mondo
Sono io che ti porto al lavoro o a scuola
Che muovo le tue auto, i tuoi treni, i tuoi aerei
Io che scaldo la tua casa, che illumino le tue notti
Io che spingo i tuoi carri armati, le tue ambulanze.
Sono io la tua giacca, la tua penna, la tua medicina
l'asfalto delle tue strade, il gioco dei tuoi bambini.
Sono la droga della tua società,
sono la spinta che ti ha sollevato dalla povertà.
Guardami: non sono il Male,
non sono nemmeno il Bene.
Ricorda, Uomo,
che sono le tue scelte
che fanno la differenza
tra il male e il bene.
Sono io che ti porto al lavoro o a scuola
Che muovo le tue auto, i tuoi treni, i tuoi aerei
Io che scaldo la tua casa, che illumino le tue notti
Io che spingo i tuoi carri armati, le tue ambulanze.
Sono io la tua giacca, la tua penna, la tua medicina
l'asfalto delle tue strade, il gioco dei tuoi bambini.
Sono la droga della tua società,
sono la spinta che ti ha sollevato dalla povertà.
Guardami: non sono il Male,
non sono nemmeno il Bene.
Ricorda, Uomo,
che sono le tue scelte
che fanno la differenza
tra il male e il bene.
domenica 18 ottobre 2009
Apertura 2009
- Hai-mai, fratelli miei - gridò Mowgli, alzando le braccia al cielo con un singhiozzo. - Io non so più cosa io sia! Non vorrei andarmene, ma ambedue i piedi mi trascinano. Come lascerò queste notti?
- No, guarda su, Fratellino, - ripeté Baloo. - Non c'è da vergognarsi di questa caccia. Quando il miele è mangiato, noi abbandoniamo l'alveare vuoto.
- Quando è mutata la pelle non possiamo rientrarci di nuovo. E' la Legge - disse Kaa.
- Ascoltami, mio prediletto, - disse Baloo - Qui non c'è né parola né volontà che possa trattenerti. Guarda su! Chi può chieder ragioni al Signore della Giungla? Io t'ho visto giocare fra quei sassolini bianchi, quando tu eri un piccolo ranocchio e Bagheera, che ti riscattò per il prezzo d'un giovane toro ucciso allora, ti vide pure. Noi due soli rimaniamo di quelli che assistettero al tuo Esame; poiché Raksha, la tua madre di tana, è morta come pure tuo padre di tana. I vecchi lupi del Branco sono morti da un pezzo; tu sai dove andò Shere Khan, e Akela morì fra i dholes, dove se non fosse stata la tua sapienza e la tua forza anche il Secondo Branco di Seeonee sarebbe morto. Non ci restano che vecchie ossa. Non è più il Cucciolo d'Uomo che chiede il permesso al Branco, ma il Signore della Giungla che muta la sua strada. Chi può chiedere ragione all'Uomo di quel che fa?
- Ma Bagheera ed il Toro che mi riscattarono, - disse Mowgli - Io non vorrei...
Le sue parole furono interrotte da un ruggito e da uno schianto nella boscaglia di sotto, e Bagheera apparve agile, forte e terribile come sempre.
- Proprio per questo - disse, allungando una zampa gocciolante - non sono venuto. E' stata una caccia lunga, ma esso giace morto tra i cespugli; un toro di due anni, il Toro che ti riscatta, Fratellino. Tutti i debiti sono pagati adesso. In quanto al resto, la mia parola è quella di Baloo. - E leccò un piede di Mowgli. - Ricordati che Bagheera ti ha amato, - esclamò e balzò via. Ai piedi della collina gridò ancora forte e a lungo: - Buona caccia sulla nuova traccia, o Signore della Giungla! Ricordati che Bagheera ti ha voluto bene.
- Hai udito? - disse Baloo. - Non c'è altro. Va' ora, ma prima vieni da me, piccolo Ranocchio giudizioso, vieni da me.
- E' doloroso mutare la pelle, - disse Kaa mentre Mowgli singhiozzava e singhiozzava con la testa sulla spalla dell'orso cieco e le braccia intorno al suo collo, mentre Baloo cercava debolmente di leccargli i piedi.
- No, guarda su, Fratellino, - ripeté Baloo. - Non c'è da vergognarsi di questa caccia. Quando il miele è mangiato, noi abbandoniamo l'alveare vuoto.
- Quando è mutata la pelle non possiamo rientrarci di nuovo. E' la Legge - disse Kaa.
- Ascoltami, mio prediletto, - disse Baloo - Qui non c'è né parola né volontà che possa trattenerti. Guarda su! Chi può chieder ragioni al Signore della Giungla? Io t'ho visto giocare fra quei sassolini bianchi, quando tu eri un piccolo ranocchio e Bagheera, che ti riscattò per il prezzo d'un giovane toro ucciso allora, ti vide pure. Noi due soli rimaniamo di quelli che assistettero al tuo Esame; poiché Raksha, la tua madre di tana, è morta come pure tuo padre di tana. I vecchi lupi del Branco sono morti da un pezzo; tu sai dove andò Shere Khan, e Akela morì fra i dholes, dove se non fosse stata la tua sapienza e la tua forza anche il Secondo Branco di Seeonee sarebbe morto. Non ci restano che vecchie ossa. Non è più il Cucciolo d'Uomo che chiede il permesso al Branco, ma il Signore della Giungla che muta la sua strada. Chi può chiedere ragione all'Uomo di quel che fa?
- Ma Bagheera ed il Toro che mi riscattarono, - disse Mowgli - Io non vorrei...
Le sue parole furono interrotte da un ruggito e da uno schianto nella boscaglia di sotto, e Bagheera apparve agile, forte e terribile come sempre.
- Proprio per questo - disse, allungando una zampa gocciolante - non sono venuto. E' stata una caccia lunga, ma esso giace morto tra i cespugli; un toro di due anni, il Toro che ti riscatta, Fratellino. Tutti i debiti sono pagati adesso. In quanto al resto, la mia parola è quella di Baloo. - E leccò un piede di Mowgli. - Ricordati che Bagheera ti ha amato, - esclamò e balzò via. Ai piedi della collina gridò ancora forte e a lungo: - Buona caccia sulla nuova traccia, o Signore della Giungla! Ricordati che Bagheera ti ha voluto bene.
- Hai udito? - disse Baloo. - Non c'è altro. Va' ora, ma prima vieni da me, piccolo Ranocchio giudizioso, vieni da me.
- E' doloroso mutare la pelle, - disse Kaa mentre Mowgli singhiozzava e singhiozzava con la testa sulla spalla dell'orso cieco e le braccia intorno al suo collo, mentre Baloo cercava debolmente di leccargli i piedi.
- Le stelle si fanno più rade, - disse Fratel Bigio, fiutando il vento dell'alba. - Dove faremo la nostra tana oggi? Perché d'ora in poi seguiremo nuove tracce.
Boschi e acque, venti e alberi,
Saggezza, Forza e Cortesia:
il Favore della Giungla vi accompagni.
Saggezza, Forza e Cortesia:
il Favore della Giungla vi accompagni.
La penna si posa a scrivere il titolo di nuovo capitolo, sulle ruvide pagine del Libro della Storia.
E se le singole gocce d'inchiostro si spargono e schizzano lungo la traccia delle lettere, che si avvolge su se stessa, si piega, si interrompe e riprende, come un labirinto maya lo si capisce dall'alto.
E questa pagina che si chiude mi piace, mi piace davvero. Mi lascia con due lacrime ai bordi degli occhi.
Prego Lui che sfoglia questo libro, che queste persone non si dimentichino quanto valgono - perché valgono tanto, tantissimo -, e sappiano far fiorire quella storia meravigliosa che stanno scrivendo.
E se le singole gocce d'inchiostro si spargono e schizzano lungo la traccia delle lettere, che si avvolge su se stessa, si piega, si interrompe e riprende, come un labirinto maya lo si capisce dall'alto.
E questa pagina che si chiude mi piace, mi piace davvero. Mi lascia con due lacrime ai bordi degli occhi.
Prego Lui che sfoglia questo libro, che queste persone non si dimentichino quanto valgono - perché valgono tanto, tantissimo -, e sappiano far fiorire quella storia meravigliosa che stanno scrivendo.
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