lunedì 21 maggio 2018

Tasse!


Ammetto che quest'anno è stata dura resistere alla tentazione di diventare un evasore fiscale.

Fino ad ora dichiarare il reddito delle lezioni private era stato per me una questione di coerenza e onore. Ma quest'anno, quando ho aggiunto nel rigo D6 i 2210 € ricavati nel 2017, ho strabuzzato gli occhi vedendo il mio debito con lo Stato impennarsi di 1454 €.

Mi chiedevo come cavolo potesse essere possibile, quale iniquo e assurdo sistema prevedesse che, per un contribuente che sfiora appena i 20000 € lordi annui, 2210 € lordi fossero tassati al 66%.

E il diavoletto sulla mia spalla destra sussurrava: "Cancella quella casella! Non ti ha visto nessuno, non c'è traccia da nessuna parte di quei soldi se non in quelle ricevute che tanto nessuno guarderà mai, tienti quel gruzzolo che sono briciole per uno Stato iniquo mentre per te sono una montagna di soldi!"

Poi, ho fatto due conti, e mi sono accorto che:
596 € è l'aumento dell'imposta lorda;
98 € sono dovuti alla diminuzione della detrazione per lavoro dipendente, dovuta al reddito più alto;
43 € è l'aumento dell'addizionale regionale;
18 € è l'aumento dell'addizionale comunale.
In più, l'acconto che avevo versato l'anno scorso per quest'anno era stato tutto "mangiato" dal fatto che quest'anno non ho più la detrazione per i giovani in affitto, quindi le tasse che effettivamente pago sui 2210 € di lezione sono 755 € (34%, tantino, ma già più ragionevole), solo che quest'anno le pago "doppie" perché devo pagarle sia per quest'anno sia anticiparle per l'anno prossimo, anticipo che mi verrà restituito se non dovessi più dare lezioni private.


Ma non è la matematica che mi ha convinto a non cancellare la casella.

Quello che mi ha convinto, pedalando forte sul lungoparma sotto il sole primaverile, è stato sentirmi vivo: l'aria addosso, la bici che vibra sul marciapiedi sconnesso, il grido di un merlo che attraversa la strada, e il battito che poco più di una volta al secondo mi ricorda che per tutto questo devo dire grazie. E oltre ai grazie a chi ha generato tutto questo e soprattutto me, io devo dire un grazie molto concreto e molto personale, perché questa valvola che tra tre giorni compie sette anni nel mio cuore è lì solo grazie alle tasse che milioni di persone hanno versato, che sono diventate ricerca, ospedali, medici, e infine quella sala operatoria e quelle persone che mi hanno permesso di arrivare fino a qui.
E per lo stesso motivo devo ringraziare per quasi tutto quello che nella mia vita ho, che i miei soldi da soli non basterebbero a comprare: le scuole che ho fatto, la relativa sicurezza in cui sono sempre vissuto, la città e il Paese dove vivo, pur con tutti i loro difetti...

Ma perché una cosa così bella come costruire insieme un Paese che da soli non potremmo costruire, deve passare come una cosa così amara come la sorpresa che ho avuto nel compilare la dichiarazione dei redditi?
Che senso ha sentirsi presi in giro da un sistema di tassazione incomprensibile, che a forza di inserire righi del modulo, casi particolari, detrazioni, bonus e meccanismi complessi finisce per essere ancora più iniquo e più odiato? Che fa sentire il cittadino raggirato come se stesse firmando un contratto truffa, senza poter rifiutare?
Poi ci credo che la "flat tax" riscuote così tanto consenso, anche se sarebbe un enorme regalo ai ricchi da parte dei meno ricchi.
Quando in realtà il problema non è la progressività fiscale, ma tutto quell'enorme, asfissiante montagna di complessità che ci è stata costruita intorno, a forza di voler accontentare qualcuno un giorno, qualcun altro il giorno dopo e così via.

Ricordiamocelo, la prossima volta che vediamo con occhio favorevole una leggina che "sì, complica solo un pochino, ma per una buona causa...", che prezzo paghiamo per leggi troppo complicate per essere amate.

E soprattutto, ricordiamo cosa perderemmo, se non ci fosse chi mette del suo al servizio di tutti, attraverso quella cosa che chiamano "tasse".

lunedì 7 maggio 2018

La Protezione Civile di Esperia

Esperia è una ridente cittadina sulle rive del grande e placido fiume Gaia.

Ogni anno, in Esperia, si organizzano grandi sfide per selezionare le persone che andranno a formare la squadra di Protezione Civile della città: solo le persone più competenti, atletiche e preparate avranno il privilegio di far parte della squadra. Essere membro della squadra di Protezione Civile è un grande onore: poi si può indossare una uniforme dai colori sgargianti, si può andare in giro su grossi fuoristrada con grosse radio, e sentirsi investiti della responsabilità di salvare altre persone in pericolo.

Solo le otto persone che otterranno i migliori risultati nelle prove faranno parte della squadra: per questo molti cittadini prendono molto sul serio queste sfide. Tanto sul serio da prepararsi per mesi, costruirsi un gruppo di fan e tifosi, cercare di mettere i bastoni tra le ruote agli altri concorrenti e accaparrarsi il favore dei giudici.

Così, anche quell'anno si organizzarono le sfide, e come ogni anno, via via che si avvicinava la competizione, il clima si faceva più acceso: le tifoserie erano sempre più accanite, gli allenamenti sempre più serrati, gli screzi e i dispetti con i concorrenti sempre più frequenti.
Così capitò che Pinco Pallino accusò Tizio Tiziani di aver barato nella corsa di resistenza, e Caio Cai fece comparire delle carte che dimostravano che il curriculum da esploratore della giungla di Sempronio Sempioni era falso, i tifosi di Tizio Tiziani una sera pestarono a sangue quelli di Pinco Pallino, e Sempronio Sempioni dichiarò che Olivio La Morte non avrebbe mai potuto entrare a far parte della squadra per conflitto di interessi, essendo il becchino del paese. Adelaide Adali accusò tutti gli altri concorrenti di maschilismo, in quanto maschi, ma nella prova di canottaggio tentò di mettere k.o. Carletto Carloni con un colpo di remo. Carletto Carloni, dal canto suo, fu scoperto da un tifoso di Guidetto Guidetti a passare ad uno dei giudici una valigia piena di Goleador.

Nel frattempo, sui monti le nuvole si addensavano, e i tuoni rombavano in lontananza. Lentamente, ma inesorabilmente, il livello del fiume si alzava.

Colpo basso dopo colpo basso, le sfide arrivarono alla conclusione: i vincitori furono Pinco Pallino, Tizio Tiziani, Caio Cai, Sempronio Sempioni, Olivio La Morte, Adelaide Adali, Carletto Carloni e Guidetto Guidetti. Appena in tempo, perché la situazione richiedeva l'intervento urgente della squadra: gli argini erano da sistemare, le persone da avvisare, i mezzi da riparare e rifornire, e occorreva allestire in collina un campo per accogliere le persone che eventualmente avessero dovuto lasciare le case.

Così, la squadra appena formata si apprestò a decidere cosa fare, e soprattutto eleggere un caposquadra. Tiziano Tiziani, stizzito, dichiarò che non avrebbe mai accettato un corruttore come Carletto Carloni come caposquadra, mentre Adelaide Adali e Olivio La Morte litigavano su quale argine avrebbero dovuto sistemare per primo. Sempronio Sempioni abbandonò la riunione gridando che non avrebbe mai lavorato insieme a Caio Cai, per poi ritornare subito dopo dicendo che occorreva prendere una decisione, e presto. Ma la sua buona volontà si scontrò contro le accuse di Pinco Pallino che continuava a sostenere che Tiziano Tiziani non avrebbe dovuto essere lì, avendo barato.

Così, mentre l'acqua ormai arrivava a lambire il ciglio degli argini e la pioggia iniziava a cadere fitta sulla città, il sindaco di Esperia dichiarò che la squadra, così, non poteva funzionare, e che occorreva quindi indire una nuova sfida, per selezionare una nuova squadra.

Si allestirono quindi nuovamente le prove, tornarono ad allenarsi i concorrenti, si riunirono le tifoserie, Pinco Pallino fu scoperto a barare nella prova di velocità, Guidobaldo Guidoberti sputò in faccia a Cristina Cristiani che aveva parlato male dei suoi avi, eccetera eccetera ....

E nel frattempo l'acqua si fece strada nell'argilla degli argini maltenuti, superò quelli troppo bassi, e dilagò nei campi, nelle strade, nei piani bassi delle case... Quando qualcuno tentò di avviare i mezzi di soccorso anfibio li trovò senza carburante, e quei pochi avveduti che fecero armi e bagagli e si spostarono in collina si trovarono sperduti in una landa desolata, senza tende, viveri e guida...


martedì 20 febbraio 2018

Vademecum per parmigiani pigri

...o che non hanno tempo per informarsi:

Il prossimo 4 marzo votiamo per eleggere i membri della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Innanzitutto, due paroline veloci sul funzionamento del sistema elettorale:
sia per la Camera che per il Senato, alcuni seggi saranno assegnati attraverso collegi uninominali, altri attraverso collegi plurinominali.

Quindi, a Parma, voteremo:

  • per un candidato al collegio uninominale della Camera (collegio che comprende il territorio di Parma);
  • per una lista di candidati al collegio plurinominale della Camera (collegio che comprende Parma, Piacenza e Reggio Emilia);
  • per un candidato al collegio uninominale del Senato (collegio che comprende );
  • per una lista di candidati al collegio plurinominale del Senato (collegio che comprende Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Modena).

Il candidato al collegio uninominale viene eletto solo se è il più votato di tutto il collegio. Altrimenti non viene eletto.
Ad esempio, se a Parma Tizio prende il 34%, Caio il 32%, Sempronio il 22% e Pincopallino il 12%, Tizio viene eletto, gli altri no.

I candidati al collegio plurinominale vengono eletti attraverso un sistema molto più complicato.
Nel collegio plurinominale di Parma per la Camera verranno eletti 8 deputati, mentre nel collegio plurinominale di Parma per il Senato verranno eletti 6 senatori.
Questo significa, molto a spanne, che:
  • il capolista nella lista plurinominale di un partito verrà sicuramente eletto se il partito prenderà il 12,5 % dei voti (per la Camera) o il 16,7 % dei voti (per il Senato);
  • il secondo ha bisogno del 25% alla Camera o del 33% al Senato;
  • il terzo ha bisogno del 37,5% alla Camera o del 50% al Senato;
  • il quarto ha bisogno del 50% alla Camera o del 66,7% al Senato.
Per effetto del complicato sistema elettorale, in realtà, questi candidati potrebbero essere eletti anche con percentuali più basse, ma in questo caso è molto difficile prevedere esattamente chi verrà eletto. Ad esempio, se in tutta Emilia Romagna alla Camera un partito ottiene il 3,6% dei voti, eleggerà sicuramente un deputato (uno dei quattro capolista dei quattro collegi plurinominali in cui è divisa l'Emilia Romagna), ma da quale dei quattro collegi sarà scelto è difficile saperlo in anticipo, e non dipende unicamente dai voti che quel partito ha ricevuto.

Inoltre questo sistema elettorale ha una soglia di sbarramento del 3%: se una lista, a livello nazionale, non raggiunge il 3% dei voti, i suoi voti non vengono contati, è come se fossero schede nulle (c'è qualche piccola eccezione per le liste molto forti solo in alcune regioni d'Italia).

Se però una lista si trova all'interno di una coalizione che prende almeno il 10% a livello nazionale, e quella lista ha fatto tra l'1% e il 3%, i suoi voti non vengono completamente sprecati: vengono "regalati" alle altre liste della stessa coalizione che hanno fatto almeno il 3%.

Sotto all'1% i voti non vengono contati nemmeno se la lista è dentro una coalizione.

Ma chi sono i candidati a Parma?

Per l'uninominale alla Camera:
CASAPOUND ITALIA BACCHIERI EMANUELE 
CIVICA POPOLARE LORENZIN ANNIBALI LUCIA 
+EUROPA ANNIBALI LUCIA 
FORZA ITALIA CAVANDOLI LAURA 
FRATELLI D'ITALIA CON GIORGIA MELONI CAVANDOLI LAURA 
IL POPOLO DELLA FAMIGLIA STAIANO IRENE 
ITALIA AGLI ITALIANI TAVANI CRISTIAN 
ITALIA EUROPA INSIEME ANNIBALI LUCIA 
LEGA CAVANDOLI LAURA 
LIBERI E UGUALI GROSSI ALESSANDRO 
MOVIMENTO 5 STELLE NUZZO PASQUALE PAOLO MAURO 
NOI CON L'ITALIA - UDC CAVANDOLI LAURA 
PARTITO COMUNISTA BERGAMINI LAURA 
PARTITO DEMOCRATICO ANNIBALI LUCIA 
PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO - ALA CONFORTI ALBERTO 
PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA COLELLA MARGHERITA 
POTERE AL POPOLO! BUI ANDREA 

Per il plurinominale alla Camera:
CASAPOUND ITALIA 1 DI STEFANO SIMONE 
CASAPOUND ITALIA 2 DE ROSA ANGELA 
CASAPOUND ITALIA 3 MORA PIER PAOLO 
CASAPOUND ITALIA 4 SPAGGIARI GIULIA 
CIVICA POPOLARE LORENZIN 1 OLIVERO ANDREA 
CIVICA POPOLARE LORENZIN 2 BERTAZZONI ANGELA 
CIVICA POPOLARE LORENZIN 3 FRASSINELLI MICHELE 
CIVICA POPOLARE LORENZIN 4 MASSARI MARIA 
 +EUROPA 1 SAPIENZA SIMONE 
 +EUROPA 2 ZANETTI ANNA 
 +EUROPA 3 MONTANARI IVAN 
 +EUROPA 4 BORGHI STELLA 
FORZA ITALIA 1 BIANCOFIORE MICHAELA 
FORZA ITALIA 2 BIGNAMI GALEAZZO 
FORZA ITALIA 3 GAMBARINI FRANCESCA 
FORZA ITALIA 4 NICOLINI GIANLUCA 
FRATELLI D'ITALIA CON GIORGIA MELONI 1 LUCASELLI YLENJA 
FRATELLI D'ITALIA CON GIORGIA MELONI 2 DE MATTEIS MASSIMO 
FRATELLI D'ITALIA CON GIORGIA MELONI 3 GUARESCHI ELISA 
FRATELLI D'ITALIA CON GIORGIA MELONI 4 BIZZOCCHI ALBERTO 
IL POPOLO DELLA FAMIGLIA 1 PETTOLINO ANNA MARIA PIA 
IL POPOLO DELLA FAMIGLIA 2 DI FRANCIA DANIELE 
IL POPOLO DELLA FAMIGLIA 3 ALBICINI CATERINA 
IL POPOLO DELLA FAMIGLIA 4 RODELLA PAOLO 
ITALIA AGLI ITALIANI 1 CALLEGARI MAURIZIO 
ITALIA AGLI ITALIANI 2 BELLAZZINI SILVIA 
ITALIA AGLI ITALIANI 3 BALLERINI ANDREA 
ITALIA AGLI ITALIANI 4 AMORE TIZIANA 
ITALIA EUROPA INSIEME 1 MAGNATTI PIERA 
ITALIA EUROPA INSIEME 2 TORRI LUCA 
ITALIA EUROPA INSIEME 3 TROMBI ROSINA 
ITALIA EUROPA INSIEME 4 CANGIARI DUILIO 
LEGA 1 VINCI GIANLUCA 
LEGA 2 MURELLI ELENA 
LEGA 3 OCCHI EMILIANO 
LEGA 4 CAVANDOLI LAURA 
LIBERI E UGUALI 1 PAGLIA GIOVANNI 
LIBERI E UGUALI 2 GUERRA MARIA CECILIA 
LIBERI E UGUALI 3 TUTINO MIRKO 
LIBERI E UGUALI 4 CAMISANI SANTINA 
MOVIMENTO 5 STELLE 1 SPADONI MARIA EDERA 
MOVIMENTO 5 STELLE 2 ZANICHELLI DAVIDE 
MOVIMENTO 5 STELLE 3 PEDRAZZOLI CHIARA 
MOVIMENTO 5 STELLE 4 DIAZ CRESCITELLI MATIAS EDUARDO 
NOI CON L'ITALIA - UDC 1 PASINI ANDREA 
NOI CON L'ITALIA - UDC 2 CERA MICHELINA 
NOI CON L'ITALIA - UDC 3 MULE' LUCA 
NOI CON L'ITALIA - UDC 4 RIZZO SIMONA 
PARTITO COMUNISTA 1 TRAPASSI MARCO 
PARTITO COMUNISTA 2 BERGAMINI LAURA 
PARTITO COMUNISTA 3 GAETANI GIORDANO 
PARTITO COMUNISTA 4 CONVERSI SARA 
PARTITO DEMOCRATICO 1 ORLANDO ANDREA 
PARTITO DEMOCRATICO 2 DE MICHELI PAOLA 
PARTITO DEMOCRATICO 3 MARATTIN LUIGI 
PARTITO DEMOCRATICO 4 FERRARI LICIA 
PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO - ALA 1 PADILLA JESSICA VERONICA 
PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO - ALA 2 SPALLANZANI ANDREA 
PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO - ALA 3 ARMANI SAMANTHA 
PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO - ALA 4 DALLARI MARCO 
PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA 1 COLELLA MARGHERITA 
PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA 2 AGAZZI FILIPPO 
PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA 3 GALLI LORELLA 
PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA 4 D'ANTONE ALESSANDRO 
POTERE AL POPOLO! 1 ZARDETTO RINA 
POTERE AL POPOLO! 2 FASOLI GIUSEPPE 
POTERE AL POPOLO! 3 PRODI SELENE 
POTERE AL POPOLO! 4 TAGLIAFERRI ANDREA 

Per l'uninominale al Senato:
CASAPOUND ITALIA CAPORALI FLORIANA 
CIVICA POPOLARE LORENZIN PAGLIARI GIORGIO 
DESTRE UNITE - FORCONI VECCHINI FRANCESCA 
 +EUROPA PAGLIARI GIORGIO 
FORZA ITALIA SAPONARA MARIA 
FRATELLI D'ITALIA CON GIORGIA MELONI SAPONARA MARIA 
IL POPOLO DELLA FAMIGLIA SPANO' ISABELLA 
ITALIA AGLI ITALIANI DINARDO BARBARA 
ITALIA EUROPA INSIEME PAGLIARI GIORGIO 
LEGA SAPONARA MARIA 
LIBERI E UGUALI MEO GABRIELLA 
MOVIMENTO 5 STELLE MONTANARI MARCO 
NOI CON L'ITALIA - UDC SAPONARA MARIA 
PARTITO COMUNISTA APOSTOLOU GEORGIOS 
PARTITO DEMOCRATICO PAGLIARI GIORGIO 
PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO - ALA BENASSI LUCA 
PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA DAVOLO ANDREA 
POTERE AL POPOLO! BECCHETTI MARGHERITA 
Per il plurinominale al Senato:

CASAPOUND ITALIA 1 PENSO MASSIMO 
CASAPOUND ITALIA 2 CAPORALI FLORIANA 
CASAPOUND ITALIA 3 MALERBA GIUSEPPE ANTONIO 
CIVICA POPOLARE LORENZIN 1 TALIANI MARIO 
CIVICA POPOLARE LORENZIN 2 TANARI MARIA ELISABETTA 
CIVICA POPOLARE LORENZIN 3 UGOLOTTI ROBERTINO 
CIVICA POPOLARE LORENZIN 4 RAVAGLIA MIRELLA 
DESTRE UNITE - FORCONI 1 CASSARIN CRISTINA 
DESTRE UNITE - FORCONI 2 PIMAZZONI FLAVIO 
DESTRE UNITE - FORCONI 3 MANTOAN ADRIANA 
 +EUROPA 1 TORRI ELENA 
 +EUROPA 2 FAIMALI FABRIZIO 
 +EUROPA 3 MORGANTE EMILIANA 
 +EUROPA 4 MARINO RAFFAELE 
FORZA ITALIA 1 ROMANI PAOLO 
FORZA ITALIA 2 BERNINI ANNA MARIA 
FORZA ITALIA 3 AIMI ENRICO 
FORZA ITALIA 4 SCHIANCHI LAURA 
FRATELLI D'ITALIA CON GIORGIA MELONI 1 LA RUSSA IGNAZIO BENITO MARIA 
FRATELLI D'ITALIA CON GIORGIA MELONI 2 RIGON ROBERTA 
FRATELLI D'ITALIA CON GIORGIA MELONI 3 TAGLIAFERRI GIANCARLO 
FRATELLI D'ITALIA CON GIORGIA MELONI 4 MAINARDI BRUNELLA 
IL POPOLO DELLA FAMIGLIA 1 SPANO' ISABELLA 
IL POPOLO DELLA FAMIGLIA 2 TURRINI MAURO 
IL POPOLO DELLA FAMIGLIA 3 ONORVIL MARIA 
IL POPOLO DELLA FAMIGLIA 4 STURARO MARIO LUCIO ALCIDE 
ITALIA AGLI ITALIANI 1 GIOVANELLI NADIA 
ITALIA AGLI ITALIANI 2 SOLARI EMANUELE 
ITALIA AGLI ITALIANI 3 MILANI ELISABETTA 
ITALIA AGLI ITALIANI 4 BALBONI RICCARDO 
ITALIA EUROPA INSIEME 1 CINTI LUCIANI RITA 
ITALIA EUROPA INSIEME 2 STANGHELLINI ZENO 
ITALIA EUROPA INSIEME 3 CHIESA MARICARMEN 
ITALIA EUROPA INSIEME 4 CHIAIESE FRANCESCO 
LEGA 1 SIRI ARMANDO 
LEGA 2 BORGONZONI LUCIA 
LEGA 3 CORTI STEFANO 
LEGA 4 GIROTTI ZIROTTI CRISTINA 
LIBERI E UGUALI 1 MEO GABRIELLA 
LIBERI E UGUALI 2 GHISONI ALESSANDRO 
LIBERI E UGUALI 3 CORNIA CINZIA 
LIBERI E UGUALI 4 BERNARDINI ROBERTO 
MOVIMENTO 5 STELLE 1 LANZI GABRIELE 
MOVIMENTO 5 STELLE 2 MANTOVANI MARIA LAURA DETTA LALLA
MOVIMENTO 5 STELLE 3 BRANDOLI CLAUDIO 
MOVIMENTO 5 STELLE 4 CATELLANI LUISA 
NOI CON L'ITALIA - UDC 1 BERTELLI NADIA 
NOI CON L'ITALIA - UDC 2 TRIBI ROMANO 
NOI CON L'ITALIA - UDC 3 VIOLI STEFANIA 
NOI CON L'ITALIA - UDC 4 LANZI ANIO 
PARTITO COMUNISTA 1 COSTA PATRIZIA 
PARTITO COMUNISTA 2 BONALI GIULIO MARIA 
PARTITO COMUNISTA 3 GIURIOLA DONATELLA MARIA 
PARTITO COMUNISTA 4 PASQUA GIACOMO 
PARTITO DEMOCRATICO 1 FEDELI VALERIA 
PARTITO DEMOCRATICO 2 RICHETTI MATTEO 
PARTITO DEMOCRATICO 3 BOLDRINI PAOLA 
PARTITO DEMOCRATICO 4 BERGONZI MARCO 
PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO - ALA 1 REBATO MARIELLA 
PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO - ALA 2 BENASSI LUCA 
PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO - ALA 3 BABINI LUISA 
PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO - ALA 4 ZOBOLI CLAUDIO 
PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA 1 BOLELLI SIMONA 
PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA 2 DE GIULI RICCARDO 
PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA 3 ANCESCHI SABRINA 
PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA 4 DE MARCO FERDINANDO 
POTERE AL POPOLO! 1 MARCHELLI ROBERTA 
POTERE AL POPOLO! 2 ROSSI EMILIO 
POTERE AL POPOLO! 3 FERRARI ELIANA 
POTERE AL POPOLO! 4 COMUNALE MASSIMO 

lunedì 19 febbraio 2018

Cari candidati, io vi stimo!


Vi stimo perché vi aspettano settimane - e anni, se verrete eletti - di lavoro senza sosta, verrete probabilmente ricoperti di odio e insulti, e quelli tra voi che davvero lo fanno con sincerità, sensibilità e onestà avranno sulla loro coscienza un macigno di responsabilità che molti altri non proveranno mai in tutta la loro vita.

Vi stimo perché, nonostante tutto, credo ancora e davvero che fare politica sia innanzitutto fare un servizio all'umanità. Sacrificare qualcosa di sé - tempo e serenità, innanzitutto, che valgono sicuramente molto più del denaro - per il bene di tutti.

Vi chiedo, per favore, soprattutto se sarete eletti, di ricordare che nelle vostre mani ci sarà un po' del futuro di tutti, e non solo di chi ha le vostre stesse idee.

Vi auguro di essere sempre fedeli a ciò in cui credete: se siete lì, significa che non siete i soli a crederci! Ma vi auguro anche di avere rispetto per le idee diverse dalle vostre, e che le vostre azioni siano sempre per costruire, e mai per distruggere.

Vi auguro di criticare le idee e le scelte, e mai le persone.

Vi auguro di saper trasmettere più speranza che delusione, più coraggio che rabbia.

Vi auguro di sapervi raccontare.

Vi auguro di trovare, alla fine, qualcuno che sappia dirvi "Grazie!".

Buon lavoro!

martedì 28 febbraio 2017

Come avete potuto?



Come avete potuto farlo?

Voi che con una firma avete concesso
di estirpare quel poco di terra che ci rimane
per un'autostrada, un quartiere, uno stabilimento nuovo,
come avete potuto farlo?

Con che coraggio avete regalato
ai vostri figli e alle nostre figlie
alle vostre nipoti e ai nostri nipoti
una terra di asfalto,
un orizzonte chiuso dal cemento,
un futuro chiuso da una neoplasia?

La sera, coricandovi, come rispondete
alle domande della vostra coscienza?
Davvero vi nascondete dietro al dito
della crescita economica a tutti i costi?
O vi siete semplicemente arresi
alla tentazione della corruzione?

Dovrei scrivere i vostri nomi,
uno per uno, qui sotto,
per gridare di chi è la firma
sulla bara grigia della nostra pianura.

Ma se la vostra mancanza di coraggio è colpevole,
altrettanto colpevole è l'ignavia di molti:
ogni metro di asfalto
è anche la nostra acqua in bottiglia,
è anche l'automobile presa per pigrizia,
è anche il nostro dimenticare
che con ogni gesto di oggi
si costruisce la terra di domani.




domenica 25 dicembre 2016

Una chiesa di tappi di sughero


Una chiesa di tappi di sughero.
Mattoncino su mattoncino, tagliati, disposti e incollati a costruire un modello in scala della chiesa di Bellena di Fontevivo. Ma la cosa più importante - per me - è che è fedele anche all'interno. Banchi, altare, cero, fonte battesimale intagliati nei tappi di sughero, quando il modello sarebbe già stato bello solo con l'esterno. Ma Geremia no, non ha voluto che fosse un modello vuoto dentro, lo ha fatto pieno. Anche se per vedere il lavoro fatto occorre sollevare il tetto.
Questo nuovo pezzo del presepe è uno dei più bei regali che ci ha fatto questo Natale. L'amore si può raccontare con diversi linguaggi, dicevamo pochi giorni fa, e penso che questo sia un messaggio piccolo e potente di amore. Che racconta una storia, la lega ad una più grande e le regala alla nostra, attraverso i pezzetti di sughero, di tempo e di attenzione incollati insieme.

E mi chiedo: in quello che dono, che dico, che faccio, mi sto dando il tempo e la pazienza di mettere amore anche all'interno?

domenica 21 agosto 2016

La matematica delle elezioni

Nel dibattito parlamentare che ha portato alla nascita della nuova legge elettorale si è discusso, anche violentemente, della questione delle preferenze. Persino il PD, che ha nel nome stesso la parola "Democratico", ha infine approvato una legge elettorale dove il capolista è bloccato, cioè il cui nome non è scelto dagli elettori ma dalla segreteria di partito.

Io mi chiedo, come mai? Per quale arcano motivo non è meglio la scelta democratica di lasciar scegliere agli elettori il nome del candidato da eleggere?

Molto spesso sento giustificare la decisione in questo modo: il voto di preferenza totalmente libero darebbe spazio alla corruzione e al voto di scambio, cioè alcuni candidati potrebbero corrompere gli elettori per farsi votare e avere in questo modo un posto in parlamento.
Questo ragionamento però comporta due assunti non detti:

  1. la scelta della segreteria di partito è più efficace della scelta dei singoli cittadini nell'evitare che dei corruttori vengano eletti
  2. nelle liste dei candidati di partito sono presenti dei potenziali corruttori
Ora, se un partito non è in grado di assicurare che nella sua lista di candidati ci siano solo persone oneste, come può assicurare che la scelta della sua segreteria sia migliore della scelta dei cittadini?
Seconda osservazione: con i voti di preferenza, un corruttore deve corrompere ogni singolo elettore di cui desidera il voto, con le liste bloccate gli basta corrompere la segreteria di partito.
Terza osservazione: con i voti di preferenza, la segreteria di partito ha comunque la possibilità di scegliere chi iscrivere nella lista dei candidati e prevenire quindi possibili corruzioni; con le liste bloccate i cittadini non possono evitare che un corruttore venga eletto, se non votando per un altro partito.

Smontata quindi questa motivazione, voglio però ancora cercare di capire perché qualcuno vuole le liste bloccate.

Cercherò quindi di rispondere alla domanda "cui prodest?", a chi giova?

Vediamo di fare due conti.

Assumiamo, per semplicità, un proporzionale puro con liste bloccate.
Un sistema dove ogni partito riceve una quota di seggi in base al numero di voti ricevuti dal partito, e li riempie secondo l'ordine di lista.

TRATTAZIONE FACILE - Adatta a chi non mastica molta matematica

Io sono un militante del PDM - Partito dei Matematici, sono il 10° in lista. Il mio capolista è Archimede Pitagorico.

Dobbiamo eleggere i 500 membri del nostro Parlamento, vengono espressi 40 milioni di voti validi e il mio partito ne ottiene 4 milioni. Sono 1/10 dei voti validi, quindi otteniamo 1/10 dei seggi, cioè 50.
Evviva! Sono eletto!

In una situazione del genere, ogni partito conquista un seggio ogni 80 mila voti ricevuti (40 milioni diviso 500).

Essendo decimo, io venivo eletto se il mio partito eleggeva almeno 10 candidati, cioè se riceveva almeno 800 mila voti.
Ad Archimede, che è il capolista, bastava invece che il partito eleggesse 1 candidato, cioè lui, cioè erano sufficienti 80 mila voti.

Insomma, il numero di voti (al partito) necessario affinché un candidato sia eletto, è 80 mila moltiplicato per la posizione in lista del candidato.
Certo, mi piacerebbe avere una posizione migliore, così avrei bisogno di meno voti per essere eletto, ma le posizioni le decide la segreteria di partito. Quindi, per riuscire ad essere eletto, l'unica cosa che potevo fare è fare tanta propaganda, così da arrivare ad almeno 800 mila voti.
In questo modo, però, senza dubbio avrò avvantaggiato, e molto, Archimede Pitagorico, a cui bastano 80 mila voti per essere eletto.

Io mi sono sforzato parecchio in questa campagna elettorale, e ho convinto addirittura 100 mila persone a votare per il mio partito! Da sole non bastano, però, per farmi eleggere: sono solo un ottavo degli 800 mila voti necessari alla mia elezione. Meno male che il mio partito è molto famoso...
Per Archimede, però, il mio sforzo è stato molto utile: anche soltanto con i voti che ho recuperato io, lui era già sicuro di essere eletto! Avrebbe potuto starsene in poltrona (e magari così ha fatto), e sarebbe stato comunque eletto.

TRATTAZIONE (un po' più) RIGOROSA - ve lo sconsiglio, ma potete saltare alle conclusioni

Chiamiamo V i voti ricevuti dal partito.

Un partito elegge un numero N di candidati uguale a il numero di posti da eleggere (i seggi della Camera, ad esempio) moltiplicato per la frazione dei voti validi ricevuta dal partito.
Ad esempio, se ci sono 500 posti da eleggere, i voti validi sono 40 milioni e il mio partito ne ha ottenuti 4 milioni, saranno eletti i primi 50 dei suoi candidati.

V, visto dai candidati in attesa delle elezioni, in realtà non è un numero ma una distribuzione: la distribuzione attesa dei possibili risultati del partito, espressi come numero di voti ottenuti. Chi non è esperto di matematica può comunque considerarlo come un numero.

Per brevità, chiamiamo s (soglia) il numero di voti corrispondente ad un posto da eleggere:
Nell'esempio sopra, la soglia è di 80 mila voti per ogni posto da eleggere.

Per semplicità, consideriamo fisso il numero di voti validi, quando in realtà anche questo è una distribuzione, ma dovrebbe avere poca influenza nella nostra discussione.

Il numero di candidati eletti del partito si può esprimere quindi come:

Se, nella lista di partito, io sono il candidato numero k, sono eletto solo se vengono eletti almeno k candidati del mio partito, cioè se
Nel nostro caso, se io sono il decimo, vengo eletto se il mio partito ottiene almeno 800 mila voti, cioè dieci candidati eletti.

Più correttamente, la probabilità che il k-esimo candidato venga eletto è la probabilità che il numero di candidati eletti sia superiore a k, cioè

Quindi, se sono interessato ad essere eletto (e direi che è valido per molti candidati), dovrò cercare di rendere grande V (cioè fare propaganda per il mio partito), perché k non lo posso modificare (le liste sono bloccate) e s abbiamo ipotizzato per semplicità che non sia modificabile (e comunque è difficile per un singolo candidato modificare in modo significativo il numero di voti validi a livello nazionale).

Già qui si nota una cosa interessante: ogni candidato beneficia dei voti ricevuti dal partito in modo inversamente proporzionale alla sua posizione in lista: per il primo della lista, un voto al partito corrisponde effettivamente ad uno degli 80 mila voti che gli servono per superare la soglia ed essere eletto, per il secondo ogni voto per il partito conta la metà, e così via. Per me che sono decimo, ogni voto al partito conta un decimo di uno degli 80 mila voti di soglia, perché devono essere eletti dieci candidati del mio partito affinché entri in Parlamento anch'io.

Immaginiamo che ogni candidato (e il suo entourage) abbia fatto un certo sforzo di propaganda, e che abbia quindi conquistato una certa porzione di voti, che si sommano con altri per formare il totale V di voti ricevuti dal partito.

Ad esempio, io posso aver fatto propaganda e aver conquistato 100 mila voti per il partito.

Chiamiamo Vi la quantità di voti per il partito conquistata dalla propaganda fatta dal candidato numero i.

Il numero di voti ricevuti dal partito si potrebbe esprimere quindi come la somma di tutti i voti conquistati da tutti i candidati (c è il numero di candidati):
A questi si potrebbero anche aggiungere i voti di simpatizzanti del partito non legati a nessun candidato, ma non cambierebbe le conclusioni.

Ricordate che, per il candidato numero k, è la quantità V / k che conta, quella che deve essere superiore alla soglia s. Anche questa quantità può essere espressa come una somma dei contributi della propaganda dei diversi candidati:
Cioè, come abbiamo detto per il successo generale del partito, anche il contributo della propaganda di ognuno conta, per il candidato numero k, in modo inversamente proporzionale alla sua posizione in lista.

Nel nostro esempio: i miei 100 mila voti conquistati non vanno solo a vantaggio mio, ma anche, ad esempio, al capolista. In particolare contano esattamente 100 mila per il capolista (e difatti gli sono sufficienti per essere eletto), ma per me che sono decimo, contano dieci volte di meno, cioè 10 mila (e infatti mi servono altri 700 mila voti al partito per essere eletto).

Potremmo arrivare alla situazione paradossale in cui io ho fatto una buona propaganda e gli elettori si fidano di me, e ho ottenuto 100 mila voti, tutti gli altri in lista invece non hanno conquistato la fiducia di nessuno. Il mio partito ottiene 100 mila voti e il capolista viene eletto, io invece no!

--- FINE TRATTAZIONE (quasi) RIGOROSA ---

Cerchiamo di trarre delle conclusioni.

Il risultato è che ogni candidato cercherà di accumulare voti per il partito, solo che di questa propaganda avranno beneficio soprattutto i primi in lista. In particolare questi saranno sicuri che ogni sforzo fatto dai candidati sotto di loro andrà anche a loro vantaggio, e non solo: il vantaggio per i primi dello sforzo degli ultimi sarà maggiore del vantaggio dello sforzo degli ultimi per sé stessi.

Di conseguenza ai primi in lista (ricordiamo, decisi dalle segreterie di partito) sarà conveniente cercare di allargare il più possibile la lista di candidati, così da avere più persone che fanno propaganda nella speranza di essere eletti, e nello stesso tempo aumentano anche e soprattutto la probabilità dei primi in lista di essere eletti.

E' anche conveniente coinvolgere molti giovani entusiasti attivisti da piazzare in fondo alla lista, facendo intravedere loro la possibilità di essere eletti, e sfruttando la loro capacità di attrarre fiducia e voti per aumentare le probabilità dei capilista di essere eletti. Come abbiamo visto prima, il beneficio Vi / k conquistato dal giovane attivista è molto più grande per il capolista (che ha k = 1) che non per lo stesso giovane attivista (che ha un k molto grande).

Nota che in questo modo, un primo in lista potrebbe avvantaggiarsi anche di un candidato corruttore, in mezzo alla lista, che conquista illecitamente voti per il partito, in modo da essere eletto, ma al contempo facendo eleggere tutti quelli prima di lui in lista.

Inoltre in questo modo nessun candidato è stimolato a criticare i compagni di partito o a denunciarne le irregolarità, perché così facendo incrina la fiducia degli elettori nel partito, diminuendo così il risultato di tutto il partito e anche il suo personale.

Cosa succede invece in un sistema con le preferenze?
Ipotizziamo anche qui un proporzionale puro come sopra in cui, una volta assegnati i seggi ad ogni partito, questi vengono riempiti dai candidati del partito in ordine di preferenze ricevute, cioè il primo seggio del partito PdM viene assegnato al candidato del partito che, tra gli altri candidati PdM, ha ricevuto più preferenze, e così via fino a che non vengono assegnati tutti i seggi.

Tutte le considerazioni fatte sopra valgono anche in questo caso, l'unica differenza è che k (la posizione in lista) non è fissato dalla segreteria di partito, ma viene stabilito in base alle preferenze ricevute.

Quindi, facendo propaganda, oltre che aumentare Vi e quindi i voti V per il mio partito, riuscirò anche a diminuire k! Questo è un enorme vantaggio per la mia probabilità di essere eletto, ma al contempo va a diminuire la probabilità che siano eletti i miei compagni di partito che ho sorpassato.

Questo quindi è conveniente per gli elettori, che vedono aumentata la probabilità che venga eletto il candidato di cui si fidano, è conveniente per il candidato che sa attrarre la fiducia degli elettori, ma sicuramente non è conveniente per i "prescelti" dalle segreterie di partito, se non sono loro stessi in grado di attrarre la fiducia degli elettori.

Certo c'è uno svantaggio, cioè che un candidato malintenzionato all'interno di un grande partito potrebbe cercare di screditare i compagni di partito per diminuire le preferenze nei loro confronti, in questo caso il vantaggio personale dovuto alla migliore posizione in lista (k più basso) potrebbe essere più grande dello svantaggio legato alla perdita di fiducia in un partito diviso (V più basso).
Di conseguenza tenderebbero a formarsi partiti più piccoli e più uniti, dove ci sia più fiducia reciproca e comunione di intenti.


In questa trattazione ho considerato un proporzionale puro, ma penso che in un maggioritario le conclusioni sarebbero le stesse, solo con un andamento non lineare della relazione tra numero di seggi attribuiti al partito e numero di voti ricevuti.